Italiani sempre più digitali nei servizi finanziari

Mobile-banking

La clientela si fa sempre più digitalizzata e esigente, con il 16% degli italiani che ha utilizzato almeno un servizio fintech nel corso del 2017, con il 38% dei clienti bancari attivo da pc e il 15% degli utenti che ha già usato tablet o smartphone per interagire con la propria banca. Si affacciano nuovi competitor come le società BigTech, con 51 grandi operatori internazionali che oggi offrono 120 soluzioni finanziarie, o come le startup innovative, in grado di raccogliere finanziamenti per 25 miliardi di dollari nel periodo 2014-2017. Si diffondono nuove tecnologie come blockchain, big data e robo advisor che impongono nuovi servizi agli istituti tradizionali. La rivoluzione digitale sta investendo il settore finanziario italiano, che – nonostante una crescita di consapevolezza dell’impatto delle nuove tecnologie – non ha ancora strategie definite per il processo di trasformazione digitale.

Lo rivela la ricerca dell’Osservatorio Fintech & Digital Finance della School of Management del Politecnico di Milano (www.osservatori.net), che ha analizzato le principali spinte digitali interne ed esterne che stanno modificando in modo sostanziale gli istituti finanziari ed in particolare le banche.

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Da una indagine condotta da Nielsen Italia con l’Osservatorio emerge che il 16% degli italiani ha utilizzato almeno un servizio Fintech nel corso del 2017, quota che raddoppia (34%) se si considerano soltanto i Millennials. Nella maggior parte dei casi si tratta di uomini (59%) di età compresa fra 25 e 34 anni (31%) o fra 35 e 44 anni (39%), laureati (43%) e residenti nel Nord Ovest (34%) o nelle regioni del Centro e in Sardegna (26%). Il Mobile Payment è in questo momento il servizio più utilizzato tra gli utenti Internet italiani, con il 15% del campione che dichiara di averne fatto uso nell’ultimo anno. Seguono i Mobile Wallet (8%), la strong authentication (8%), i trasferimenti di denaro P2p (7%), il trading di criptovalute, i chatbot e il crowdfunding (tutti alla pari al 5%). Chiude la classifica dei servizi Fintech più usati il Robo advisoring (1%), l’unico però il cui livello di conoscenza cresce in modo significativo tra i soli millennials, passando dal 12% al 30%. I servizi più conosciuti, invece, sono i pagamenti in mobilità (45%) e il crowdfunding (39%).

Le banche sono in cima alle preferenze per quanto riguarda la gestione dei risparmi (67%), i finanziamenti (57%) e i pagamenti in mobilità (47%, secondi a pari merito con supermercati e Poste e dietro ai siti di eCommerce, indicati dal 50% del campione). Se si guarda alle indicazioni dei millennials, però, le banche perdono terreno nel Mobile Payment, dove si fermano al 42% contro il 57% dei siti di eCommerce e il 52% dei supermercati, e nei finanziamenti (51%), e vedono aumentare il numero di utenti che si rivolgono a società di consulenza (26% contro il 21% del campione totale) e produttori di Smartphone (15% contro il 9% del totale degli intervistati) per la gestione dei propri risparmi. Gli attori che si affacciano al mondo dei servizi bancari o sono già presenti con servizi specifici – le assicurazioni, le società di consulenza finanziaria, le catene di supermercati, i produttori di telefoni, i siti di eCommerce, gli operatori di telefonia e le grandi aziende Internet – variano tra il 6% e il 17% per la gestione dei risparmi e tra il 12% e il 26% per la richiesta di un prestito. Come immaginano gli utenti la banca del futuro? Più di un intervistato su due (54%) vorrebbe servizi di base gratuiti, il 37% velocità nel completare le operazioni e nel rispondere ai problemi, il 33% vorrebbe una persona per risolvere i casi più complessi, il 33% maggiore trasparenza sugli investimenti e il 32% una disponibilità h24.

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