La Cina sperimenta la prima filiale interamente robotizzata

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La Cina non smette di sperimentare nel campo dei servizi finanziari. È per l’appunto di questi giorni la notizia che la China Construction Bank, la seconda delle quattro più grandi banche cinesi, ha aperto a Shangai una filiale usando solo forza lavoro per così dire artificiale.

Il cliente infatti non viene accolto da un cassiere, ma da Xiao Long (in cinese piccolo drago), un robot che saluta e offre informazioni sui principali servizi offerti. Il riconoscimento avviene mediante scansione della carta di identità o del volto, mentre un altro robot porge il tagliando per la coda.

All’interno della filiale altre creature degne di Star Trek forniscono informazioni, mentre Atm semplici da usare consentono di fare operazioni come apertura di conti correnti, bonifici, transazioni e attività di wealth management. Tra la strumentazione usata ci sono QR codes e dispositivi di augmented reality. L’offerta di mutui immobiliari della banca viene invece illustrata da un dispositivo di realtà virtuale, analogo a quello dei comuni video giochi. Chi proprio avesse bisogno della presenza, può accedere a un salottino dove sono disponibili servizi di video chat con i consulenti dell’istituto.

«Stiamo guardando al futuro», ha spiegato un funzionario della banca al South China Morning Post che per primo ha recensito l’esperimento, «Questo sarà il trend del futuro, filiali senza staff. Per quanto mi riguarda, io sbrigo tutti i miei affari bancari online e attraverso macchine. Non ho bisogno di personale così come non ho bisogno di contante». Una provocazione non di poco conto per mercati che guardano ancora a soluzioni del genere come a un racconto di fantascienza.

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