La cybersecurity diventa una priorità per le banche italiane

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I numerosi episodi di violazione e furto di dati hanno messo in guardia le banche italiane che considerano ormai a pieno titolo la cybersecurity una priorità nei piani d’investimento. A fare il punto sulla strada fatta finora e sui prossimi obiettivi è la quattordicesima edizione del rapporto sulle tendenze del mercato dell’Information and Communication Technology (Ict) per il settore bancario messo a punto da Abi Lab.
Lo studio, presentato di recente, è stato condotto su un campione che rappresenta circa il 70% del settore bancario italiano, a cui si aggiungono tre tra i principali outsourcer interbancari che gestiscono i sistemi informativi di più di duecento banche, per oltre cinquemila sportelli complessivi.

Le banche, spiega il report, continuano a puntare sull’innovazione e sull’Ict per raggiungere standard di sicurezza sempre più elevati, essenziali per tenere alta la fiducia degli utenti e per assicurare la business continuity. A riprova di questa attenzione ci sono i numeri contenuti nelle previsioni di spesa formulate dagli istituti di credito. Per circa il 90% delle realtà analizzate il budget Ict per il 2018 risulta essere in aumento o stabile rispetto a quello del 2017. Risorse che sono e saranno spese non solo in sicurezza informatica, ma anche per iniziative di data governance e data quality, potenziamento dei servizi di internet e mobile banking, integrazione tra i canali e digitalizzazione di processi e documenti.

Secondo l’indagine di Abi Lab, ai primi posti delle priorità d’investimento Ict del settore si trovano, come detto, le iniziative che riguardano soprattutto il rafforzamento delle componenti di sicurezza e l’evoluzione dei canali, anche in ottica digitale. A questi aspetti si affianca una forte attenzione alla data governance, non solo per la costante pressione normativa su questi aspetti, basti pensare all’impatto del nuovo regolamento generale sulla protezione dei dati (general data Protection regulation), ma anche in ragione della centralità degli assetti informativi nei percorsi di trasformazione della banca.

Si mantiene inoltre considerevole l`impegno nei percorsi di modernizzazione dei core banking e di adeguamento delle infrastrutture, anche tenuto conto delle attività di integrazione e consolidamento che sono state avviate di recente e che in molte realtà sono ancora in corso. Anche sul versante della ricerca e dello sviluppo, i progetti considerati prioritari dalle banche riguardano l’automazione dei processi, il potenziamento dell`intelligenza artificiale e delle piattaforme Api (Application Programming Interface) (50%). Seguono le nuove forme di assistenza e interazione con il cliente, le iniziative di mobile banking, con attenzione alla sicurezza dei pagamenti, e blockchain (47%).

Infine, conclude il report, resta alta l’attenzione anche sulle iniziative di dematerializzazione, di robotic process automation e di big e open data (40%), l`automazione dei processi, la modernizzazione delle infrastrutture tecnologiche, anche in ottica di cloud computing, l’identificazione da remoto del cliente e il potenziamento dei servizi di internet banking (37%). Secondo la Ricerca di Abi Lab resta anche alta l`attenzione del settore anche sui temi che potranno assumere maggiore importanza nel prossimo futuro. All’orizzonte del 2020, per il 63% delle banche consultate la sicurezza dei pagamenti assumerà un’alta rilevanza strategica. Allo stesso modo si riscontra una forte attenzione alle iniziative legate al mobile banking e al potenziamento della sicurezza dei canali remoti (57%).

 

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