Il fintech cinese diventa sempre più forte in Europa

La marcia della finanza digitale cinese in Europa si fa sempre più sostenuta. Dopo l’acquisizione di WorldFirst da parte di Ant Financial, il braccio finanziario di Alibaba, nei giorni scorsi una nuova notizia ha scosso il mondo delle banche inglesi: l’accordo con Barclays, che gestisce quasi la metà delle transazioni su carta nel paese, ha spalancato ad Alipay il mercato dei retailer.

L’annuncio arriva dopo due anni di sperimentazioni e punta soprattutto a incentivare gli acquisti degli oltre 393 mila residenti cinesi e dei 95 studenti che oggi si trovano nel Regno Unito. Il flusso di entranti del resto sta crescendo a ritmo sostenuto: secondo alcune stime nel 2019 potrebbero essere quasi mezzo milioni i turisti cinesi in UK, con una crescita del 43% rispetto al 2017 e una capacità di spesa di oltre un miliardo di sterline. La mossa di Barclays insomma punta a incoraggiare questi consumi, facendo leva sulla famigliarità di Pechino con i pagamenti digitali. Una strategia simile a quella seguita da altre banche europee.

Sta di fatto che la presenza di Alipay sul mercato europeo si sta progressivamente consolidando. La piattaforma ha appena ottenuto una licenza di e-money in Lussemburgo che le consentirà di raccogliere e trasferire fondi elettronicamente nell’ambito dell’Unione Europea. Il gruppo aveva già una licenza simile nel Regno Unito, ma l’interesse per il vecchio Continente l’ha evidentemente spinto a spostare il baricentro dell’attività. Anche in vista di una possibile hard Brexit che cambierebbe non poco la geografia della finanza europea.

Per Alipay la mossa è solo il tassello di una campagna di espansione sul mercato europeo che la vede procedere di pari passo con altri gruppi tecnologici cinesi come Huawei. La piattaforma digitale Huawei Pay ad esempio sbarcherà nel 2019 nel Vecchio Continente grazie a un’estensione della partnership con Visa. La tecnologia del payment provider americano consentirà infatti di rendere i pagamenti più sicuri sostituendo i dati sensibili con un unico ID digitale.

Iniziative che testimoniano non solo l’interesse per il mercato dei pagamenti europeo (in fase di liberalizzazione grazie alla direttiva PSD2) ma anche la rivalità con le grandi Bigtech USA che proprio negli ultimi mesi hanno consolidato la presenza in quest’area. Google ad esempio ha appena ottenuto una licenza da electronic money institution (EMI) presso la banca centrale della Lituania che gli permetterà di allargare sensibilmente il proprio raggio d’azione.

Rispondi