La sfida di Satispay: vuole raccogliere 50 milioni in due anni

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Le fintech italiane guadagnano terreno, anche se la strada da fare è ancora molta. Secondo i dati dell’Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano, gli acquisti via smartphone in negozi fisici sono saliti dai 10 milioni di euro del 2016 ai 70 milioni del 2017. Metà di quei 70 milioni sono passati dall’app di Satispay, la startup italiana indipendente che ponendosi come unico passaggio intermedio tra un conto bancario e l’altro permette un abbattimento dei costi significativo: per chi paga è sempre gratis, per gli esercenti costa 20 centesimi per incassi sopra i 10 euro e zero per quelli sotto quella soglia.

La società del mobile payment guidata dal ceo Alberto Dalmasso (in foto), e da lui fondata insieme a Dario Brignone e Samuele Pinta, ha raccolto più di 18 milioni di euro nell’ultimo round di finanziamenti. «Stiamo lavorando su altre operazioni di finanziamento, con l’ottica di raccogliere nei prossimi due anni anche oltre 50 milioni», ha spiegato recentemente a un’agenzia di stampa. «Da quando abbiamo iniziato sono passati cinque anni, di cui due nemmeno sul mercato. Ci sembrava che quel momento non arrivasse mai e invece…».

Satispay è arrivata a 260 mila utenti attivi che ogni mese fanno oltre 500 mila transazioni per un valore che oggi è circa 9 milioni di euro. Il prossimo target è un milione di utenti, da raggiungere nei prossimi dodici mesi. Negozi ed esercenti, nel frattempo, cominciano ad arrivare da soli: da inizio anno, ogni giorno, si sono iscritte più o meno 120 nuove aziende. Anche il bilancio ne ha risentito: i ricavi 2017 sono stati superiori alle attese: 3,3 milioni di euro, con un margine netto di 600 mila euro. »Ma ci aspettiamo che salga in modo consistente nel 2018».

L’ultimo accordo commerciale è stato stretto con Eataly. Secondo quanto riportato oggi da Milano Finanza la catena di supermercati d’alta gamma ha inserito il servizio di pagamento di Satispay che consentirà di effettuare pagamenti anche dai tavoli dei ristoranti diminuendo così i tempi di attesa.

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