Le banche centrali studiano la criptovaluta di Stato

crollo-criptovalute-1.jpg

L’abbandono del contante è l’obiettivo di molti regolatori e la strada potrebbe essere quella di una criptovaluta di Stato. Da questo punto di vista è interessante seguire quanto sta accadendo in Norvegia dove la banca centrale ha preso in considerazione il lancio di una valuta digitale (Central bank digital currencies o cbdc) come forma alternativa di pagamento per individui, aziende, associazioni e autorità pubbliche. In termini più generali l’obiettivo è quello di rendere più sicuro il sistema dei pagamenti e accrescere la fiducia dei risparmiatori.

Altri Paesi del resto stanno seguendo percorsi simili, come la banca centrale svedese che proprio in questi mesi ha in corso un confronto serrato con il governo per individuare il percorso migliore verso una società senza contante. In fase meno avanzata, ma comunque molto attente al problema, sono le altre banche centrali come ad esempio la Bank of England che proprio in questi giorni ha diffuso un working paper sul tema delle CBDC, senza considerare gli approfondimenti svolti da Bank of Canada, la People Bank of China, e l’istuto centrale di Singapore.

«Il declino nell’uso del contante ci ha spinto a considerare strumenti che in un futuro prossimo mettano in sicurezza il sistema dei pagamenti e garantiscano la fiducia nel nostro sistema monetario», ha spiegato il governatore della banca centrale norvegese Oeystein Olsen in un paper. Quel che è certo è che l’introduzione di una CBDC a circolazione generalizzata, del tutto accessibile al pubblico, determinerebbe un’evoluzione coerente con la tendenza alla riduzione dell’utilizzo del contante come mezzo di pagamento. In aggiunta iniziative di questo genere consentirebbero di mandare fuori mercato le criptovalute private prima che assumano un peso rilevante nelle economie nazionali.

Rispondi