Londra prepara la prima banca basata sulla blockchain

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La blockchain, la tecnologia nata a supporto delle criptovalute e del bitcoin, sta diventando uno strumento di sempre più ampio utilizzo nel sistema bancario.
Dopo diverse sperimentazioni (l’ultima delle quali è stata fatta della spagnola Bbva per erogare un prestito), a Londra qualcuno sta già lavorando per fare della blockchain l’ossatura di una banca di nuova generazione. Il progetto è stato lanciato dalla piattaforma tecnologica Babb, un acronimo che è già tutto un programma: bank account based blockchain.

L’idea, ambiziosa quanto intrigante, è quella di realzzare un istituto bancario decentralizzato per fornire a chiunque nel mondo un conto bancario, una carta di pagamento e l’accesso a una rete globale peer-to-peer. Le risorse iniziali sono rappresentate da 20 milioni di dollari raccolti nei mesi scorsi attraverso una ico e la tempistica sembrerebbe piuttosto serrata, visto che i promotori vogliono aprire i battenti entro la fine dell’anno. Le premesse insomma sono incoraggianti e l’autorità di vigilanza non ha per il momento posto obiezioni al progetto.

L’applicazione mobile offrirà inizialmente la possibilità di aprire un conto bancario utilizzando il riconoscimento facciale e vocale e di effettuare transazioni nazionali e internazionali, con funzionalità più avanzate da seguire nel 2019. La credibilità del progetto sembrerebbe garantita dallo standing dei promotori, tra cui ci sono Paul Johnson, ex banker di Lloyds e della banca digitale Aldermore, e Rushd Averroes (in foto), specialista di microfinanza molto vicino alle posizioni di Muhammad Yunus.
L’idea di fondo è infatti quella di riprodurre alcune dinamiche del microcredito appoggiandosi alle nuove tecnologie e consentendo così l’accesso al credito ai soggetti esclusi dai servizi bancari tradizionali.

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