Mobile banking in forte crescita, ma occhio alla sicurezza

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I clienti bancari useranno sempre di più lo smartphone per le proprie transazioni finanziarie, ma saranno sempre più attenti alla sicurezza. È questo il succo di una ricerca pubblicata da Citi in base alla quale circa un terzo dei consumatori americani (31%) considera il mobile banking l’attività principale svolta sui propri smartphone. E anche se la maggioranza della popolazione usa ancora il cellulare soprattutto per accedere ai social media o avere informazioni sul meteo, la situazione è in rapida evoluzione.

I numeri delle banche Usa del resto certificano il trend: lo scorso anno Citi ha registrato una crescita del 25% nel mobile banking. Otto consumatori su dieci fa pagamenti con il cellulare almeno nove volte al mese, mentre una minoranza nemmeno tanto sparuta lo usa dieci volte o più. Ovviamente la crescente popolarità del canale digitale ha reso i consumatori meno dipendenti dalle reti commerciali fisiche delle banche per gestire le transazioni. Secondo la ricerca di Citi, fatta su un campione di 2.000 clienti bancari, il 91% degli utilizzatori del mobile banking preferisce questa modalità alla filiale, mentre il 68% dei millennials considera lo smartphone come il proprio portafoglio.

Se insomma il nuovo canale è in forte crescita, perfino in un mercato tecnologicamente evoluto come quello Usa non ha ancora raggiunto il punto di saturazione. Dalla ricerca di Citi inoltre emerge che nove consumatori su dieci si fidano più delle banche che delle non banche per la sicurezza delle proprie transazioni finanziarie. La notizia è certamente positiva per banche come Citi che stanno fronteggiando la concorrenza di nuovi player del mercato dalle fintech ai big tech. Questo non toglie però che la preoccupazione verso la qualità del servizio sia crescente, soprattutto in termini di sicurezza informatica: il 45% del campione infatti è più preoccupato del furto delle informazioni bancarie che degli altri dati presenti sullo smartphone come foto o  messaggi di testo. Una ragione in più per ritenere che la cybersecurity sarà una delle maggiori aree di investimento dei gruppi finanziari nei prossimi anni.

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