Moneyfarm sbarca in Germania con Vaamo

Le fintech e le challenger bank europee stanno assumendo un respiro sempre più internazionale. Se, dopo Italia e UK, Moneyfarm è ora attiva anche in Germania, N26 e Monzo hanno messo nel mirino il mercato USA dove sbarcheranno nel giro di poche settimane. Un trend che dimostra la forte vivacità del settore.

Partiamo da Moneyfarm. L’avvio delle operazioni in Germania arriva a breve distanza dall’acquisizione, annunciata a novembre 2018, del robo-advisor Vaamo, primo gestore patrimoniale digitale indipendente ad aprire in Germania nel 2014 e tra i principali robo-advisor attivi nel paese. Con quel deal Vaamo ha portato in dote a MoneyFarm, oltre a una consolidata base clienti, anche importanti accordi commerciali, tuttora in essere, come quello con la Banca 1822direkt, sussidiaria online di una delle principali banche di investimento tedesche.

Come in Italia, dove è attiva dal 2012, e nel Regno Unito (operativa dal 2015), Moneyfarm propone in Germania un modello di servizio ibrido che garantisce a ogni investitore la possibilità di essere supportato da un consulente dedicato, servizio non previsto ancora da nessun altro gestore del risparmio online nel mercato tedesco.

La scelta del mercato non è casuale. I tedeschi sono tra i maggiori risparmiatori al mondo, con il 9% del reddito accantonato ogni anno (contro il 2,4% degli italiani) e un risparmio lordo sul Pil del 28% (contro il 20% degli italiani). Secondo una ricerca di Deutsche Bank nel 2018, il segmento robo-advisory in Germania valeva 3,8 miliardi di euro di AUM (erano 300 milioni nel 2016). Si tratta del 27% dell’intero mercato del segmento in Europa. Da qui al 2022 in Germania è prevista una crescita annuale pari al 57% per i consulenti digitali (per toccare i 24 miliardi di euro di AUM). A livello globale, nel 2018 il mercato principale rimane quello USA con 283 miliardi di dollari di asset investiti su canali digitali.

«Puntiamo a raddoppiare ancora le masse nel corso del 2020 – commenta Giovanni Daprà, CEO e Co-fondatore di Moneyfarm – Lo faremo continuando a investire per incrementare l’offerta di prodotto, mantenere il vantaggio tecnologico rispetto ai concorrenti migliorando ancora la user experience ed esplorando la possibilità di nuove partnership strategiche nel segmento B2B2C per diversificare il nostro canale distributivo». «Il mercato tedesco – aggiunge Paolo Galvani, presidente e co-fondatore di Moneyfarm – ha dimostrato di essere uno dei più recettivi all’innovazione nella gestione del risparmio (con oltre venti operatori)».

Ma quella di Moneyfarm non è l’unica storia di internazionalizzazione del fintech in questi giorni. La tedesca N26, nota in Italia già da un anno e forte oggi di 3,5 milioni di clienti in Europa, sta preparando lo sbarco sul mercato USA. Il balzo oltre oceano dovrebbe avvenire nelle prossime settimane con l’obiettivo di fare di N26 un player sempre più globale. Agli States punta anche Monzo, la challenger bank inglese che in un paio di anni ha guadagnato due milioni di clienti grazie a un’offerta fortemente distintiva rispetto alle banche tradizionali. Già da luglio i vertici della società saranno nelle principali città USA per pianificare il lancio e incontrare potenziali investitori.

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