Per le banche cinesi fioccano brevetti di blockchain

icbc2.jpeg

Le banche cinesi si muovono con decisione attraverso le nuove tecnologie. L’Industrial and Commercial Bank of China (ICBC), una delle quattro maggiori banche pubbliche del paese, intende ad esempio usare la blockchain per migliorare l’efficienza nella gestione dei dati ed evitare manomissioni o falsificazioni.

Proprio in questi giorni il brevetto è stato ufficialmente depositato, consentendo così alla banca di avviare un progetto che dimostra, una volta di più, l’interesse della Cina per la blockchain. Anche la Bank of China del resto ha un’iniziativa simile in fase di attuazione e, sebbene in questo caso il brevetto sia ancora al vaglio delle autorità, l’istituto ha avviato colloqui con i maggiori gruppi informatici del paese per svilupparlo attraverso una partnership.

Lo scorso anno Pechino ha battuto il record per brevetti blockchain depositati e i maggiori gruppi industriali del paese hanno fatto a gara nel lanciare progetti di mutual distributed ledger, con un focus particolare sulle criptovalute. Secondo i dati che Thomson Reuters ha ottenuto dalla World Intellectual Property Origanisation, più della metà dei 406 brevetti blockchain del 2017 arrivano dalla Cina. Nel dettaglio Pechino ha depositato 225 brevetti nel 2017 e 59 nel 2016, battendo Stati Uniti (91 nel 2017 e 21 nel 2016) e Australia (13 l’anno scorso e 19 nel 2016). «Le aziende cinesi si stanno affrettando per proteggere le proprie idee in nuove aree di sviluppo tecnologico prima ancora che arrivino sul mercato», ha spiegato Alex Batteson, editor della Thomson Reuters’ Practical Law.

Rispondi