Nicastro: banchieri, non abbiate paura dell’innovazione

RAPPORTO CREDITO ALLE FAMIGLIE

Contrapporre le banche alle fintech è un errore. Questo il messaggio lanciato proprio da un banchiere, l’ex direttore generale di Unicredit Roberto Nicastro (in foto), nel corso del forum Fintech Innovation, in corso a Roma. Nicastro è stato uno dei protagonisti dell’evento in qualità di presidente di Rnk, una holding di recente costituzione che punta proprio a investire nella finanza digitale. «Il fintech è un’opportunità per l’ecosistema del credito e della finanza italiana», ha esordito il banchiere. «Grazie a questi servizi innovativi infatti le piccole medie imprese si emancipano nei confronti del fornitore di servizi, che sia banca o no, ricucendo il gap rispetto alle grandi imprese nell’accesso ai servizi finanziari. Si tratta inoltre», ha proseguito Nicastro, «di un’opportunità di investimento anche per le banche: spesso sviluppare l’innovazione in casa può essere sbagliato, come ha dimostrato il settore farmaceutico, mentre può essere un’opportunità importante collaborare con piccoli player specializzati su servizi specifici». Tra gli aspetti centrali per il successo del FinTech Nicastro individua inoltre tre ulteriori aspetti: la direttiva europea Psd2, «che negli Usa ci invidiano come rivoluzionaria e dirompente per la sua capacità di mettere al centro le esigenze dell’utente», oltre che la necessità di mantenere alto il livello di attenzione sulla cybersecurity, dal momento che «l’industria dei servizi finanziari, ha spiegato, si basa sul fatto che operare sul web con i dati dei clienti ti sia sicuro». Infine, la comunicazione: «deve essere chiaro, ha concluso Nicastro, che Fintech vuol dire accessibilità e facilità per gli utenti finali: non è una cosa strana, ma un’innovazione da raccontare, perché può semplificare l’innesco di un circolo virtuoso per il tessuto produttivo e imprenditoriale italiano».

«Non c’è più contrapposizione tra FinTech e banche, ma integrazione e concorrenza», ha aggiunto nel corso del dibattito Pierfrancesco Gaggi, direttore centrale per le relazioni internazionali di Abi, «gli istituti di credito che decidono di attivare un certo servizio acquistandolo dalle FinTech fanno innovazione: anche le banche, infatti, fanno ricerca e sviluppo sviluppando iniziativa secondo i principi dell’open innovation. Certo, prosegue, ci sono vincoli da sistemare dal punto di vista normativo, in un contesto in cui assistiamo alla destrutturazione dei processi, con tanti operatori entrano in settori specifici offrendo servizi mirati, una dinamica che si sta verificando anche in altri settori». Ma cosa si può fare per dare una spinta di sviluppo al settore in Italia? «Gli ingredienti di base ci sono, ha concluso Gaggi, forse servirebbe un quadro regolamentare non eccessivamente rigido. Non si devono mortificare le FinTech, altrimenti si rischia di perderne l’apporto innovativo. A fronte dello stesso servizio però ci devono essere le stesse regole esercitate dalle stesse autorità».

Rispondi