Ora la banca si fa il social network in casa

In Italia le banche usano con il contagocce i social network e alcune hanno perfino deciso di tenersene alla larga. All’estero però la situazione è diversa. Non solo molti gruppi stanno investendo con decisione sulle proprie pagine Facebook o Twitter, ma qualcuno ha perfino di deciso di creare dal nulla un proprio social network.

Sembra questo il caso della banca online russa Tinkoff che in questi giorni ha lanciato Pulse, un social network a cui la clientela potrà accedere liberamente per avere consulenza e assistenza nelle attività finanziarie di tutti i giorni. Per utilizzarlo infatti è sufficiente installare l’applicazione di mobile banking dell’istituto, senza la necessità di sostenere costi aggiuntivi.

Oltre a essere un punto di incontro Pulse consentirà alla clientela di restare informata sulle iniziative di Tinkoff, lasciare commenti e ricevere alert in relazione a nuovi prodotti o servizi. Ma soprattutto il social network servirà per mettere costantemente in contatto utenti e banker, soprattutto in merito all’attività di investimento e di trading che rappresenta oggi una delle principali offerte della banca russa.

Come detto, molte banche internazionali oggi stanno investendo per intensificare la propria presenza sui social network e già da qualche tempo circolano classifiche su chi, a livello globale, li utilizza meglio. La testata specializzata Usa Financial Brand realizza ad esempio con cadenza trimestrale un ranking delle 100 banche mondiali più attive sui social network.

La graduatoria è assemblata ponderando le attività che i diversi gruppi svolgono su Facebook, Twitter e Youtube, utilizzando il numero dei like, dei follower e delle visualizzazioni per i video promozionali. L’assenza di istituti italiani non è certo un buon segnale perché, se è vero che alcune banche tricolore si stanno affacciando timidamente ai nuovi media, la strada da fare per raggiungere gli standard internazionali resta molta.

L’altro dato interessante contenuto nella classifica sono i risultati particolarmente lusinghieri ottenuti dagli istituti asiatici e africani, su cui spesso in Italia non siamo particolarmente informati. Basti pensare che delle prime otto banche in graduatoria sei sono indiane: State Bank of India (prima posizione), Icici (terza), Axis (quarta), Yes (quinta), Kotak Mahindra (sesta) e Hdfc (ottava). Questa predominanza dell’India può essere spiegata con la profonda trasformazione che da qualche anno sta attraversando il paese. Il governo di New Dehli ha infatti imposto una drastica eliminazione del contante e il passaggio dell’intera economia sui canali digitali.

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