Paga la scommessa di Sisal sul digitale

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Le aziende che hanno scommesso sui pagamenti digitali stanno registrando risultati molto interessanti sui proprio bilanci. Ad esempio sta crescendo il business di SisalPay, il nuovo brand di servizi di pagamento del gruppo Sisal. Nel 2017 la divisione guidata da Francesco Maldari (in foto) ha visto un giro d’affari di 9,5 miliardi (+9,7% rispetto al 2016, arrivando a rappresentare il 53,4% del giro d’affari di Sisal), e ha così irrobustito la propria posizione nel bilancio della casa madre.

Sono saliti anche i ricavi, cresciuti da 180 milioni nel 2016 a 183 milioni nel 2017 e il margine operativo, passato da 65 milioni nel 2016 a 69 milioni nel 2017, con un’incidenza sui ricavi pari al 37,6% (in aumento di circa 1,3 punti percentuali rispetto all’anno precedente). I risultati confermano la strategia di innovazione, diversificazione e investimento del gruppo tenendo anche conto che oltre 20 milioni sono stati investiti in nuove tecnologie. Una strategia che ha permesso al brand SisalPay di affermarsi come leader di settore.

Vale peraltro la pena ricordare che la divisione è stata riconosciuta tra i protagonisti nel processo italiano di digitalizzazione e di abbandono del contante. Un impegno che le ha permesso di diventare membro di The European House di Ambrosetti. Il think tank milanese è molto attento a questo processo e sta cercando di sensibilizzare la business community e l’opinione pubblica sui vantaggi di un’economia cashless, come emerge del resto dai risultati dell’Osservatorio 2018 della Community Cashless Society presentati qualche settimana fa a Cernobbio. Sebbene l’Italia sia ancora molto legata all’uso del contante (l’86% dei pagamenti avviene in moneta sonante) e resta una delle economie con la maggiore incidenza del contante sul valore del Pil, si osserva che grazie soprattutto alle nuove tecnologie qualcosa sta cambiando.

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