Pagamenti, Facebook alza il tiro sull’Europa

I bigtech alzano il tiro sul mercato europeo dei pagamenti digitali e si preparano a erodere un’ampia fetta di ricavi agli intermediari tradizionali. WhatsApp, o forse sarebbe meglio dire Facebook, intendere lanciare un servizio di pagamento digitale anche in Europa, e per lo scopo aprirà una nuova sede a Londra, la prima extra-USA.

Secondo la stampa inglese, la scorsa settimana il social network ha inviato un gruppo di ingegneri in Gran Bretagna per reclutare il personale a Londra e Dublino e sostenere la propria iniziativa sui pagamenti. L’apertura della nuova sede ha una doppia motivazione. Da un lato WhatsApp intende avvicinarsi al mercato oggi più profittevole, cioè appunto al’Europa dove la app di messaggistica è molto più usata che negli Usa. In secondo luogo l’agile normativa inglese offre un incentivo ad avviare nuove attività nel mondo del digitale e del fintech, un’opportunità che la multinazionale americana intende sfruttare.

L’idea sarebbe quella di permettere di pagare con rapidità e semplicità attraverso un’app e un servizio che gli utenti già conoscono molto bene, soprattutto visto che l’Europa è uno dei terreni in cui WhatsApp gode di maggiore popolarità. Un’evoluzione di cui il fondatore e ceo di Facebook, Mark Zuckerberg non ha certamente fatto mistero durante la presentazione degli ultimi risultati semestrali: «Abbiamo testato i pagamenti su WhatsApp in India. È uno strumento che fornisce alle persone un modo molto semplice per inviare denaro e contribuisce ad aumentare l’inclusione finanziaria. Tra chi lo ha provato, il feedback è stato positivo a fronte di un intenso utilizzo. Sono tutti segnali secondo cui ci sono un sacco di persone interessante a questo prodotto quando avremo il via libera delle autorità. Nel frattempo, abbiamo deciso di allargare il nostro obiettivo ad altri Paesi».

Il percorso del resto parte da lontano. Già lo scorso anno Facebook si era dotato in Irlanda di una licenza per offrire prestiti personali e aveva iniziato a sperimentare in Inghilterra e negli Stati Uniti la possibilità di vendere e ricevere pagamenti direttamente all’interno della propria app. In realtà l’azienda possedeva questa tecnologia dal 2015, ma fino all’anno scorso non l’aveva considerata una priorità. Ora invece il progetto di una piattaforma di pagamenti veloci in mobilità sta per diventare realtà.

A facilitare il progetto in Europa è del resto la recente entrata in vigore della direttiva Psd2 (Payment service directive 2). Questa normativa obbliga infatti le banche continentali ad aprire le proprie piattaforme Api (Application Program Interface) a società del fintech e ai colossi tecnologici come Facebook. Le realtà esterne al sistema bancario (le cosiddette terze parti) avranno insomma accesso ai dati di pagamento attraverso l’open banking e ci sarà maggiore competizione nelle aree di tradizionale dominio delle banche.

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