Pagare su carta? Italia e Germania in ultima fila

La carta di pagamento è diventata la principale alternativa al contante e la tendenza degli ultimi anni dimostra che il suo utilizzo sta rapidamente crescendo. Il numero di transazioni nella zona euro è infatti più che raddoppiato nell’ultimo decennio mentre i consumatori si stanno allontanando dalle banconote, secondo gli ultimi dati forniti dalla Banca Centrale Europea.

Nel 2008 ad esempio dalle carte è passata almeno la metà dei pagamenti non-cash, mentre bonifici e addebiti diretti hanno rappresentato il secondo e il terzo canale più comune (pari al 23% a testa del campione analizzato); il denaro elettronico invece ha ancora molta strada da fare visto che si collocava al 7% delle transazioni non-cash svolte, sempre nella zona euro.

Complessivamente, se nel 2008 ogni cittadino europeo faceva in media 56 pagamenti all’anno su carta, oggi il numero è più che raddoppiato a 121, mentre l’importo medio è sceso da 54 a 44 euro. Se la statistica mette in luce una netta evoluzione nelle preferenze della clientela, le differenze da paese a paese restano ancora molto rilevante. Basti pensare che lo scorso anno in Portogallo le transazioni su carta rappresentavano il 70% dei pagamenti non-cash, una percentuale che in Germania scendeva al 23%.

E ancora: i finlandesi usano la carta cinque volte più spesso dei tedeschi e sei volte più spesso di noi italiani che, in fatti di attaccamento al contante, siamo tra i più tenaci. Anche nell’importo medio dei prelievi agli atm ci sono profonde differenze: in Austria ad esempio tale importo è quattro volte più alto che in Lussemburgo. L’Euro zona insomma si sta muovendo a diverse molto diverse nella direzione di una cashless society e, se alcuni paesi non sono ormai distanti dall’obiettivo, per altri c’è ancora parecchia strada da fare.

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