Pechino entra nelle carte di credito in Europa

L’Asia è sempre più presente nella finanza digitale europea. Se il colosso cinese Ant Financial ha appena rilevato la fintech World First, nuovi passi avanti stanno avvenendo sul fronte dei pagamenti. Proprio in questi giorni China UnionPay, il maggiore emettitore di carte di credito a livello globale, è entrato con decisione nel mercato europeo stringendo un’alleanza con la start up inglese Tribe Payments. Una partnership che consentirà di distribuire i prodotti di China UnionPay nel Vecchio Continente, creando un ponte prezioso con il sistema bancario.

Fondata nel 2002, la compagnia detiene praticamente il monopolio sul mercato cinese con circa sei miliardi di carte emesse, un numero di gran lunga superiore a quello totalizzato dalle americane Visa e Mastercard insieme. Solo negli ultimi anni il gruppo ha cominciato a risentire della concorrenza di altri campioni nazionali, a partire da Alipay e Wechat Pay che sfruttano il canale digitale per erodere quote di mercato agli operatori tradizionali. Ecco perché UnionPay sta cercando spazio su altri mercati a partire da quello europeo come annunciato nei mesi scorsi.

L’alleanza con Tribe è insomma l’ennesimo passo in avanti dei colossi finanziari asiatici nel Vecchio Continente. Come detto, qualche settimana fa la controllata Ant Financial ha rilevato la fintech londinese World First per 700 milioni di dollari. World First, attiva nel cambio di valuta, è stata fondata nel 2004 da Jonathan Quin e Nick Robinson in un seminterrato di Londra.

Da allora la sua crescita è stata notevole fino a diventare una delle più dinamiche fintech del Paese, con una forte presenza internazionale. A muoversi è anche la giapponese Softbank ad esempio ha deciso di consolidare la presenza in Europa, stringendo alleanze mirate con operatori del settore. In questa direzione va il recente acquisto del 20% di Greensill, una fintech inglese attiva nel finanziamento del circolante per le grandi imprese.

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