Pagamenti digitali su nel 2018. Ma il contante resiste

Se il tema della lotta al contante è tornato nell’agenda dopo alterne vicende negli ultimi anni, vero è che gli italiani si stanno progressivamente avvicinando ai pagamenti digitali. Nel 2018 il numero di transazioni al dettaglio effettuate con strumenti diversi dal contante è cresciuto del 6,8%, in accelerazione rispetto all’anno precedente. A questa dinamica corrisponde anche un aumento dei volumi complessivi (+4,7%), mentre si riduce l’importo medio transato annuo che si attesta a 1.418 euro (-5,5% dai 1.501 euro del 2017). È quanto emerge dal 17esimo Osservatorio Carte di Credito e Digital Payments, il rapporto annuale curato da Assofin, Nomisma e Ipsos, con il contributo di Crif.

«Questo rapporto potrà essere una base di partenza per analizzare l’efficacia delle misure che il Governo metterà in campo», ha detto Cesare Colombi, presidente di Assofin, a margine della presentazione, sottolineando che ci vorrà tempo perché l’Italia chiuda il gap nei confronti degli altri Paesi, ma si stanno facendo passi nella giusta direzione. Le misure a cui pensa il Governo sono dunque un passo importante perché servono tanti ingredienti per fare un piatto, ma l’importante è che si cominci a farlo. «Non so se tutti gli ingredienti siano quelli giusti, ma i principali sì, quindi si sta andando nel verso giusto», ha detto Colombi.

Nel 2018 le carte di credito attive in circolazione in Italia erano circa 15 milioni, contro i 56,3 milioni di carte di debito, ma considerando il numero di transazioni effettuate con carte i credito si nota una crescita, che arriva a superare il milione di unità nel 2018, anno in cui si è registrato un record di importi transati che hanno superato gli 80 miliardi di euro.

«Stiamo facendo piccoli passi avanti, si sta ampliando il numero di importi transati e di transazioni e al contempo si registra un rallentamento della corsa all’uso del contante», ha detto Daniela Bastianelli, senior project manager Nomisma, sottolineando che «la strada è lunga, ma ci si sta avvicinando a una cashless society». Questo anche se «il tema della digitalizzazione e delle nuove tecnologie vede l’Italia arretrata soprattutto a livello internazionale, rincorriamo ma non abbiamo ancora chiuso il gap. Detto questo sono stati fatti progressi», ha concluso.

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