Cybersecurity, peggior incubo per il credito nel 2018

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Il peggior incubo dei professionisti della finanza? Non ci sono solo l’inversione del ciclo economico, la vigilanza sempre più stringente o la disruption innescata dall’innovazione tecnologica. Secondo una ricerca commissionata dall’inglese Lloyds Bank, i timori della categoria sono sempre più concentrati sulla cybersecurity: su una platea di oltre 100 professionisti, l’87% ammette di aver iniziato a preoccuparsi della sicurezza informatica per la propria azienda nell’arco dell’ultimo anno e circa un quarto manifesta una forte apprensione.

Non solo. L’85% dei soggetti consultati ritiene che, per contrastare il rischio di attacchi o manomissioni, quest’anno la propria azienda spenderà di più rispetto al 2017 e il 14% si aspetta un incremento davvero significativo. La cybersecurity insomma si sta ritagliando un ruolo di primo piano nelle strategie della finanza, a fianco delle tematiche tradizionali inerenti la crescita dei ricavi o il contenimento dei costi. Del resto quasi tutti gli intermediari sul mercato inglese sono ormai assicurati contro gli attacchi informatici, colmando un gap che ancora l’anno scorso era significativo.

Se il mercato inglese mostra una forte consapevolezza del problema, in Italia la strada da fare è ancora molta. Secondo Kpmg il dato più allarmante deriva dalla scarsa maturità delle aziende (tra cui anche le banche) in merito a tematiche chiave come la formazione e la sensibilizzazione, la threat intelligence e la privacy. E questo nonostante minacce ed attacchi informatici sempre più diffusi come dimostra il caso di WannaCry che nell’estate scorsa ha preso di mira Unicredit. Un ulteriore pungolo per le aziende sarà il nuovo Regolamento Europeo sulla privacy, entrato in vigore proprio in questi giorni. Incoraggiante è inoltre il dato che evidenzia un più ampio coinvolgimento del board delle società italiane sui temi cyber security (27%), e una positiva maturità riscontrata nei settori delle telecomunicazioni, delle utilities e dei beni di largo consumo.

 

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