PSD2, 57 miliardi a rischio sui pagamenti

Il 14 settembre è una data da segnare sul calendario per chi si occupa di pagamenti. Per quella scadenza infatti gli intermediari europei dovranno farsi trovare pronti all’entrata in vigore della direttiva PSD2 che cambierà completamente volto alla finanza digitale. Dire che il sistema è pronto per il momento è un eufemismo. Se in quasi tutti i Paesi i ritardi sono ancora significativi, c’è perfino chi teme che l’aggravio delle procedure di sicurezza possa produrre conseguenze negative a livello economico.

Tra gli aspetti a preoccupare di più c’è l’entrata in vigore della Strong Customer Authentication (SCA), una delle misure previste dalla PSD2. La Sca infatti cambierà radicalmente il modo in cui le persone comprano e vendono online. Gli oltre 300 milioni di consumatori europei dovranno confermare la propria identità per buona parte dei loro acquisti online, facendo riferimento a qualcosa che conoscono (per esempio una password), possiedono (es. un telefono) oppure qualcosa che presentano fisicamente (come un’impronta digitale). Una rivoluzione che, come è facile da immaginare, riguarderà centinaia di migliaia di commercianti online europei – dai dettaglianti alle aziende di ride sarin fino ai servizi di crowdfunding – che dovranno aggiornare i loro processi di pagamento per prepararsi alla nuova regolamentazione.

Le conseguenze? Secondo uno studio condotto dal gruppo americano Stripe su 500 professionisti qualificati del settore dei pagamenti, l’entrata in vigore di questa nuova normativa potrebbe costare 57 miliardi di euro nei primi 12 mesi. La Sca infatti potrebbe complicare le procedure di pagamento per i consumatori, aumentando il tasso di abbandono dei carrelli del commercio elettronico, che già oggi rappresenta un problema non da poco. A complicare il quadro è il fatto che, ad appena tre mesi dall’implementazione, molte aziende – in particolare piccole imprese – non è pronta e, soprattutto, non sembra aver compreso la portata del cambiamento.

Come reagire quindi? Un modo per aggirare la Strong Customer Authentication consiste nell’introdurre con più frequenza pagamenti o piccoli acquisti ricorrenti (inferiori a 30 euro). Ma lo studio di Stripe avverte che tale processo rischia di essere molto complicato per le piccole imprese; inoltre, in ogni caso, la conformità con la SCA sarà richiesta dalla banca del cliente una volta effettuate cinque transazioni inferiori a 30 euro o quando il valore totale di tali transazioni raggiungerà quota 100 euro.

Vero è che, in vista dell’entrata in vigore della nuova normativa, molti gruppi stanno prendendo le necessarie contromisure. Proprio Stripe ha annunciato l’acquisto di Touchtech Payments, un’azienda irlandese di software che fornisce tecnologia di autenticazione avanzata predisposta per la SCA ad alcune delle principali aziende fintech e challenger bank europee. Tra questi una nuova API per pagamenti dinamici che consente alle aziende di progettare i propri moduli di pagamento predisposti per la SCA, una pagina di pagamenti preconfigurata e il supporto dinamico per le esenzioni dalla SCA per le transazioni a basso rischio. Stripe sta inoltre lanciando nuovi prodotti e aggiornamenti per aiutare i commercianti a implementare i migliori metodi di autenticazione predisposti per la SCA all’interno della loro pagina di pagamento, capaci di attivare dinamicamente la SCA quando necessario.

«La SCA decreterà il successo o il fallimento delle imprese online. La necessità di prepararsi per questa nuova procedura di autenticazione non può essere sopravvalutata – ha commentato Guillaume Princen, manager a capo dell’Europa continentale per Stripe -. Stiamo creando infrastrutture per proteggere le imprese online da questo tipo di complessità normativa. La nostra ambizione è di accelerare il commercio online e consentire agli innovatori di sperimentare facilmente con i nuovi modelli di business su Internet».

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