Perché i gestori investono tanto sui big data

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L’uso dei big data sarà un fattore chiave per la supremazia sui mercati finanziari di domani. Una delle tecniche che si sta imponendo è quella del machine learning, una complessa categoria di tecnologie che consente ai computer di perfezionare una funzione attraverso l’esperienza, così come fanno gli esseri viventi.

Queste tecniche, applicate soprattutto alla finanza quantitativa, sono già abbastanza diffuse tra i gestori e possono migliorare la competitività del settore. L’accesso ai dati però oggi è un’attività sempre più sofisticata. Ibm stima che il 90% dei dati del mondo siano stati creati negli ultimi due anni da individui, aziende e sensori inseriti negli oggetti di uso quotidiano. Anche perché la potenza di calcolo e la memoria dei dispositivi è in arrestabile crescita. A questo ritmo dovremmo passare dai circa 21 zettabyte (ZB) generati nel 2017 ai 160 zettabyte attesi per il 20125, secondo la società di ricerche Seagate.

Se il flusso di dati si sta insomma facendo sterminati, i grandi investitori sono destinati a farsi una concorrenza spietata per accedere alle informazioni più complete. Alcuni gestori ad esempio cercano di estrapolare elementi preziosi sul petrolio o sul commercio marittimo utilizzando le immagini via satellite oppure studiano il trend dei consumi attraverso le transazioni con carta di credito. Altri ancora tentano di interpretare gli umori del mercato analizzando i contenuti postati sui social.

I computer elaborano questi dati attraverso potenti algoritmi che guidano e strutturano il processo di machine learning. Si potrebbe insomma dire che i computer imparino una strategia di investimento attraverso l’analisi dei dati che sono immessi. In molti casi è stato esaminato che un uso corretto di queste tecniche consente di aumentare i ritorni degli investimenti e di prevedere l’andamento dei mercati con maggiore efficacia. Un’efficacia che però non è (e forse non sarà mai) infallibile. Tutto questo però richiede investimenti importanti da parte delle istituzioni finanziari che devono non solo dotarsi delle tecnologie adatte, ma anche reperire sul mercato le professionalità per gestirle al meglio. Una mossa necessaria e probabilmente evitabile se si vuole restare sul mercato.

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