Rbs taglia filiali e personale per farsi digitale

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Le grandi reti commerciali fisiche sono considerate un intralcio alla trasformazione digitale delle banche? Sembrerebbe di sì e l’ennesima dimostrazione arriva dall’inglese Royal Bank of Scotland, l’istituto salvato negli anni della crisi con l’ingresso dello Stato nel capitale. Nonostante i buoni risultati trimestrali, che registrano un risultato netto da 792 milioni di sterline a fronte dei 259 milioni dello stesso periodo di un anno prima, la banca ha infatti annunciato la chiusura di 162 filiali e quasi 800 esuberi tra i dipendenti.

La ragione del taglio non è solo l’attenzione ai costi, ma anche il lancio di una challenger bank, una banca digitale che sostituirà in gran parte il lavoro della rete fisica. La mossa sarà la risposta a rivali come Monzo e Revolut e dovrebbe essere la maggiore novità nel banking britannico dopo che Hsbc ha lanciato First Direct nel 1989. A dimostrazione di quanto serio sia il progetto, Rbs ha stabilito di migrare un milione di clienti dalla sua attuale banca online NatWest alla nuova realtà mobile.

Come detto, l’ambizioso piano arriva dopo che banche di nuova generazione come Starling e Monzo hanno attratto centinaia di migliaia di correntisti con una base costi molto più leggera rispetto a quella delle banche tradizionali. Rbs, che rimane ancora parzialmente controllata dallo Stato dopo il salvataggio negli anni della crisi, ritiene comunque di poter fare ottenere notevole risparmio di costi con il nuovo modello di mobile bank, anche rispetto all’attuale strategia di NatWest.

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