San Marino prova a uscire dall’angolo con la blockchain

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Se le disavventure del suo sistema bancario non sono finite, San Marino cerca di reinventarsi un ruolo nell’innovazione finanziaria. Il piccolo stato nel cuore della Romagna ha appena stretto una joint venture con Polybius, una piattaforma estone specializzata nell’uso della tecnologia blockchain. L’alleanza è il primo passo di un ambizioso progetto che punta alla creazione di un ecosistema finanziario basato proprio sulla decentralized ledger technology.

Il governo sanmarinese dovrebbe infatti intervenire creando un quadro regolamentare favorevole alla blockchain e diventando così un partner affidabile e proattivo per il settore. «Siamo la Repubblica più antica del mondo e siamo orgogliosi di iniziare una trasformazione guidata dalla tecnologia. Riteniamo che questa partnership avrà un impatto significativo sull’economia, facendo crescere il settore dell’innovazione che è al centro della nostra strategia di sviluppo», ha spiegato il segretario di stato per lo sviluppo economico Andrea Zafferani. Si vedrà quale sarà l’esito di questo ambizioso progetto.

Di certo San Marino viene da un periodo molto travagliato che ha messo in ginocchio il suo sistema bancario e finanziario. Scommettere sul fintech potrebbe essere una via d’uscita da questo empasse, anche se il percorso non sarà certamente in discesa. La partnership comunque è stata assistita dallo studio legale Hogan Lovells e, in particolare, dal socio corporate M&A Luca Picone, coadiuvato dal senior associate Fabio Caviglia, ed è stato supportato dal local counsel Massimiliano Rosti per gli aspetti di diritto sammarinese.

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