Santander emette il primo bond con la blockchain

Un numero sempre maggiore di banche si sta accostando alla blockchain. L’ultima notizia arriva da Banco Santander che ha appena emesso il primo prestito obbligazionario sfruttando la nuova tecnologia nata con il bitcoin. Per il gruppo spagnolo presieduto da Ana Botin si tratta del primo passo verso la creazione di un potenziale mercato secondario garantito da un sistema di sicurezza non tradizionale. Un esperimento che Santander ha portato avanti in casa: la banca è infatti essa stessa l’emittente dell’obbligazione da 20 milioni di dollari, che è stata acquistata da una delle unità del gruppo al prezzo di mercato.

L’obbligazione ha una cedola trimestrale dell’1,98%. Santander Securities Services agisce come agente e custode delle chiavi crittografiche. Anche il contante utilizzato per completare l’investimento (consegna blockchain contro pagamento) e le cedole trimestrali sono state rappresentate digitalmente sulla blockchain. Grazie a questa automazione, il prestito obbligazionario con scadenza a un anno ha ridotto il numero di intermediari necessari nel processo, rendendo l’operazione più veloce, più efficiente e più semplice.

José García Cantera, direttore finanziario del Banco Santander, ha sottolineato che «Santander è in prima linea nella realizzazione di la profonda trasformazione digitale del settore finanziario e questa operazione ne è un esempio. Vogliamo sfruttare qualsiasi tecnologia in grado di accelerare tale processo, in modo che i nostri clienti prosperino ed essere più veloci ed efficienti, e la blockchain è una di queste tecnologie».

Già da qualche anno la banca spagnola sta dedicando molte energie alle nuove tecnologie. Basti pensare che investirà oltre 20 miliardi di euro nei prossimi quattro anni in digitalizzazione, con l’obiettivo di aumentare la redditività e la crescita. In base al nuovo piano industriale appena presentato il gruppo spagnolo vuole soprattutto potenziare il rapporto col cliente riducendo i costi, migliorare l’allocazione dei capitali e incrementare la performance operativa grazie all’introduzione di nuove tecnologie nei processi e nei servizi offerti.

Non solo. Nei mesi scorsi Santander ha stretto un’alleanza di cinque anni con Ibm: l’obiettivo è abbandonare la struttura IT tradizionale per una soluzione multicloud gestita da uno specifico Cloud Competence Centre che consentirà di ridurre i costi e aumentare l’efficienza dei processi. Passare da un hardware proprietario al cloud permetterà infatti di risparmiare grazie alla condivisione di risorse, alla specializzazione e ai vantaggi derivanti da una maggiore scalabilità e flessibilità.

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