BoE sotto attacco: poco attenta alle nuove tecnologie

Le banche centrali sono state oggetto di molte critiche in questi ultimi anni. Omessa vigilanza, politiche monetarie inefficaci, scarsa capacità di previsione sono stati gli argomenti sollevati più spesso nel dibattito politico, anche in Italia. In questi giorni però la Bank of England è stata bacchettata per un aspetto finora piuttosto trascurato: il suo livello di preparazione tecnologica. Una critica che arriva direttamente dal parlamento inglese.

Il comitato parlamentare incaricato di valutare le attività della banca centrale ha infatti sollevato una serie di problematiche in un documento pubblicato dalla stampa britannica. Senza andare troppo per il sottile, il comitato punta l’indice su tecnologie e preparazione dello staff: «I sistemi IT della banca», spiega il testo, «sono costosi e hanno bisogno di aggiornamenti, i processi risultano troppo complicati e inefficienti, la gestione degli appalti è inadatta, ci sono troppe qualifiche professionali e l’intera struttura è sovradimensionata rispetto ai propri bisogni. In definitiva la banca non ha periodicamente e sistematicamente parametrato i costi dei suoi servizi centrali con quelli dei settori pubblico e privato».

Nel periodo 2017-18, viene peraltro ricordato, la Bank of England ha speso 101,4 milioni di sterline per finanziare operazioni tecnologiche e 15,8 milioni per le risorse umane, costi che sarebbero il 33,6% più alti rispetto alla media delle pubbliche amministrazioni. Critiche pesanti per un’istituzione che dovrebbe guidare e orientare il sistema finanziario attraverso la rivoluzione digitale in corso. Ma critiche che, senza dubbio, testimoniano la crescente sensibilità dell’opinione pubblica per i problemi tecnologici e per la loro portata sistemica. Chissà se presto problematiche di questo genere saranno sollevate anche in Italia.

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