Se i banker del futuro arrivano Google

Le contaminazioni tra banche e big tech sono sempre più frequenti non solo nell’area dei prodotti e servizi, ma anche nel capitale umano. L’ultima novità in questo senso viene da N26, la banca digitale tedesca che ormai da qualche tempo si è affermata anche sul mercato italiano. L’istituto ha appena annunciato la nomina di un nuovo top manager, per l’esattezza un chief banking officer, che arriva direttamente dai vertici di Google.

In qualità di chief banking officer Thomas supervisionerà la creazione di progetti e partnership, «garantendo così i massimi standard in termini di prodotti, processi ed esperienza del cliente in tutti i mercati», spiega una nota. Il manager, che assumerà l’incarico a ottobre e riferirà direttamente al co-fondatore e cfo di N26, Maximilian Tayenthal, è stato senior executive presso Google.

Vale la pena ricordare che la scelta di N26 non è una mossa isolata nel panorama bancario internazionale. Solo qualche mese fa Santander ha assunto l’ex dirigente di Google Aiaz Kazi nel nuovo ruolo di chief platform officer con lo scopo di sviluppare i nuovi canali digitali. Kazi, che a Google Cloud era responsabile della piattaforma, lavorerà con la divisione global technology di Santander nei dieci principali mercati del gruppo per plasmare la sua trasformazione digitale.

La scelta di assumere Kazi fa parte dell’attenta strategia di innovazione sviluppata dalla banca spagnola. Basti pensare che nelle scorse settimane Santander ha stretto un’alleanza di cinque anni con Ibm con l’obiettivo di accelerare la trasformazione digitale. La banca dovrebbe infatti abbandonare una struttura IT tradizionale per una soluzione multicloud gestita da uno specifico Cloud Competence Centre che consentirà di ridurre i costi e aumentare l’efficienza dei processi. Passare da un hardware proprietario al cloud permetterà infatti di risparmiare grazie alla condivisione di risorse, alla specializzazione e ai vantaggi derivanti da una maggiore scalabilità e flessibilità.

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