Se non ti batto, ti compro. La strategia tech di Goldman

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Se non puoi batterle, allora comprale. La strategia delle grandi banche internazionali nei confronti delle fintech sembra sempre più orientata verso una logica di collaborazione e, all’occorrenza, consolidamento. L’ultimo caso è quello di Goldman Sachs che, sempre attenta all’innovazione finanziaria, ha appena comprato Clarity Money, una fintech attiva nella gestione delle finanze personali.

La start up fondata da Adam Dell ha una storia di tutto rispetto, se si pensa che tra i suoi finanziatori ci sono anche Soros Capital e la divisione del capitale di rischio di Citigroup. L’app di Clarity Money dovrebbe fungere da vetrina mobile per i prodotti retail della banca, che potrebbero includere strumenti per la gestione patrimoniale, per i mutui ipotecari, per le polizze assicurative e per i prestiti.

La start up fa uso di algoritmi e dell’intelligenza artificiale per aiutare i consumatori a cancellare o ridurre le spese, individuare una carta di credito migliore e stabilire degli obiettivi di risparmio. L’applicazione raccoglie informazioni sui conti bancari e sulle abitudini di spesa e richiede commissioni per le operazioni di reindirizzamento ad altre società di carte di credito o finanziarie.

Nonostante questo, Goldman dovrà comunque trovare un equilibrio tra il far rimanere Clarity Money una piattaforma neutra – in grado di consigliare i prodotti più adeguati per ciascun cliente, anche se di un rivale dell’istituto di credito – e utilizzarla a suo vantaggio per promuovere le proprie offerte.

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