Sempre più cashless economy in Europa

L’Europa sta progressivamente abbracciando le nuove forme di pagamento che, mese dopo mese, hanno un ruolo sempre più centrale nelle piccole e nelle grandi transazioni. Un cambiamento che nasce nelle abitudini della clientela e che rappresenta una sfida per il sistema bancario. Lo dimostrano i dati che PwC illustra in una recente ricerca dedicata al mercato europeo in cui la società di consulenza mette in evidenza proprio una vera e propria corsa al cashless. Guardando al quadro europeo i Paesi più vicini ad una società senza contanti sono Belgio, Danimarca, Svezia, Finlandia ed Estonia. L’Italia si posiziona invece al quartultimo posto per utilizzo di pagamenti digitali; il contante rimane infatti lo strumento a maggior diffusione e, con l’86% delle transazioni effettuate in cash, l’Italia resta ancora lontana dalla media europea del 74% (The European House – Ambrosetti, dati al 2017).

Anche in termini di transazioni cashless medie pro-capite, spiega PwC, l’Italia presenta un gap rilevante rispetto al resto dell’Europa: una media di 37 rispetto alla media europea di 104 (con la Danimarca outlier con 300 transazioni pro-capite). I segnali per l’Italia tuttavia sono incoraggianti: gli strumenti di pagamento cashless risultano in espansione, con un incremento del numero di pagamenti effettuati con strumenti diversi dal contante del +5,1% nel 2017, raggiungendo un valore pari al 54% del totale dei volumi transati.

Nel 2018 i pagamenti con carta salgono a 240 miliardi di euro, pari al 37% dei pagamenti effettuati dalle famiglie italiane, con una crescita del +9%. Il numero di transazioni pro-capite ha raggiunto 69,6 rispetto alle 60 del 2017, con una contestuale riduzione del ticket medio, segnale di una progressiva crescita dell’utilizzo delle carte di pagamento anche per acquisti quotidiani di medio-basso valore (fonti: elaborazioni dati PwC su BIS, 2017). Meno contante comporta molteplici benefici per il sistema-Paese: una riduzione dei costi diretti di gestione del contante (ad oggi in Italia pari a circa 10 miliardi di Euro all’anno), una diminuzione del valore generato dall’economia sommersa, una maggiore sicurezza delle transazioni e uno stimolo generale all’innovazione e all’economia digitale.

Più nel dettaglio, secondo i dati di PwC, il mercato italiano delle carte di pagamento è trainato dalle carte di debito, in aumento sia per numero di carte in circolazione (+5,5%) sia per importi complessivi e numero di transazioni (+10,4%). Seguono le carte prepagate, in costante aumento sia per numero di carte (+11,4%) che per numero di transazioni e volumi (+ 43,1%). Anche le carte di credito, invece, sono in crescita per la componente opzione/rateale, apprezzate dal mercato per la loro flessibilità e adattabilità alle esigenze del titolare (si rileva tuttavia un utilizzo prevalente delle carte opzione nella modalità di rimborso a saldo, per l’80% delle transazioni (fonti: elaborazioni dati PwC su BIS, triennio 2015 – 2017).

Continua la crescita dei New Digital Payment (+56% rispetto al 2017) che rappresentano oggi un terzo del totale dei pagamenti digitali con carta. Questa crescita è trainata in particolare dai Mobile Proximity Payment (pagamenti presso il punto vendita tramite Smartphone), che hanno avuto una crescita esponenziale (+650% rispetto al 2017), con oltre 15,6 milioni di transazioni effettuate. Raddoppiano sia il numero di utilizzatori (1 milione in totale a fine 2018) sia la spesa annua media, che supera i 500€ per persona, prevalentemente utilizzati per l’acquisto di prodotti di consumo (54% del totale del mercato) e di servizi (37%), mentre gli altri pagamenti, tasse, tributi e sanzioni valgono il 9% (fonti: Osservatorio Mobile Payment & Commerce della School of Management del Politecnico di Milano, dati 2018).

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