Italia, ecommerce e contactless sempre più diffusi

L’Italia sta diventando un mercato sempre di più digitale, anche se il gap da colmare rispetto ad altri paesi europei resta ancora consistente. È questa la conclusione dell’Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano, che nei giorni scorsi ha fatto il punto sui cambiamenti che stanno plasmando il mondo dei pagamenti. Un mercato che è ormai affollato di soluzioni digitali, alcune delle quali possono ormai essere definite storiche: è il caso delle carte di pagamento, che comunque giocano un ruolo fondamentale nella guerra al contante in corso. In Italia ci sono ormai decine di milioni di carte in circolazione, grazie alle quali sono stati acquistati beni e servizi per 240 miliardi di euro (+9% rispetto al 2017), ovvero circa il 37% dei pagamenti complessivi degli italiani.

Il contante dunque rappresenta ancora la modalità prevalente nel nostro Paese, in particolare per i pagamenti più piccoli; come dimostra però l’abbassamento dello scontrino medio (dai 60,5 euro per transazione ai 57 del 2018) ormai la carta inizia a essere utilizzata per pagamenti di importo più limitato. Il merito è soprattutto della corsa delle modalità alternative di pagamento, definite dal report come New Digital Payments, che nel 2018 hanno raggiunto un transato di circa 80 miliardi di euro (+56% rispetto al 2017), valore che rappresenta circa il 33% dei pagamenti con carta.

Ma cosa c’è dietro questo impetuoso sviluppo dei New Digital Payments? Un peso fondamentale (47 miliardi di euro) è della modalità contactless, ormai abilitata in una carta su due e in più di tre pos su 4: la stima del Polimi è che ci siano ancora ampie possibilità di crescita, con un volume di transato che dovrebbe essere compreso tra i 75 e i 100 miliardi di euro già entro il 2021, anche per l’ingresso di un operatore di peso come Bancomat. Che i pagamenti contactless stiano cominciando ad aggredire anche l’area dei piccoli pagamenti è dimostrato anche dal valore dello scontrino medio, sceso a circa 45 euro per transazione.

Il report del Politecnico presta poi un’attenzione particolare a quello che al momento è un mercato ancora piccolo ma ricco di potenzialità, quello del mobile Payment, non fosse per altro per i nomi che sono scesi in campo, vale a dire Google, Samsung e Apple con i loro relativi servizi Pay: nel 2018 le transazioni di prossimità effettuate con questa modalità hanno raggiunto un valore di 530 milioni di euro, il 650% in più rispetto al 2017 (che però era stato sostanzialmente l’anno zero), con circa un milione di utenti.

La previsione è che già entro il 2021 questo segmento possa raggiungere un valore compreso tra i 5 e i 10 miliardi di euro, ma perché queste stime siano confermate restano da superare alcuni ostacoli, tra cui la competizione con le carte contactless: la sensazione, confermata da una ricercaKantar per il Polimi, è che non pochi utenti potenziali fatichino a percepire i vantaggi del pagamento su smartphone rispetto a quello su carta. Ovviamente c’è poi il tema dell’accettazione: il 60% dei piccoli commercianti ha dichiarato di non aver mai accettato pagamenti via mobile.

Ben più consistente, almeno per il momento, è il valore del Mobile Remote Commerce, ovvero tutti gli acquisti effettuati direttamente dallo smartphone: il volume ha superato nel 2018 gli 8,4 miliardi di euro (+40% rispetto al 2017), tanto da valere ormai il 31% del totale transato dell’eCommerce nazionale. La penetrazione del Mobile più elevata si registra nella vendita di prodotti (tra il 32% del Food&Grocery e il 45% dell’Abbigliamento), mentre è minore nella vendita di servizi (tra il 9% delle Assicurazioni e il 18% del Turismo e trasporti. Anche questo segmento è atteso in ulteriore crescita nei prossimi anni: nel 2021 potrebbe valere circa il 50% dell’intero valore dell’ecommerce, con volumi compresi tra i 17 e i 20 miliardi di euro.

Anche le altre componenti dei New Digital Payment sembrano godere di buona salute, tra cui i Mobile Remote Payment e, soprattutto, i Mobile Pos: questi ultimi hanno consentito la transazione di quasi 1,5 miliardi di euro di pagamenti, favorendo il passaggio al digitale di una consistente fetta di piccoli esercenti, grazie alle politiche di pricing più snelle rispetto a quelle dei Pos tradizionali.

Ma quali saranno le tendenze per il prossimo futuro? L’Osservatorio del Polimi mette in evidenza come, dal punto di vista tecnologico, le direttrici sono legate all’Open Api, all’intelligenza artificiale e alla blockchain. Soprattutto, come emerso nel dibattito tra gli operatori che ha animato le tavole rotonde della presentazione del report, dovrà esserci una maturazione del modello di business alla base delle nuove soluzioni di pagamento. Più che il momento di acquisto in sé, il vero valore per gli operatori potrà arrivare dallo sfruttamento dei dati e delle informazioni degli utenti, che possono e potranno sempre di più abilitare l’offerta di nuovi servizi a elevato valore aggiunto.

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