Solo un italiano su tre usa l’home banking

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Appena un italiano su tre ha usato i serviti di home banking lo scorso anno. È Eurostat ha dimostrare ancora una volta il profondo gap tecnologico tra il nostro paese e gli altri membri della zona euro: in media infatti in Europa l’home banking è utilizzato da un cittadino su due. Fra i paesi più evoluti sotto questo punto di vista troviamo la Danimarca, l’Olanda e la Finlandia: qui le percentuali arrivano al 90%. Poco al di sotto ci sono la Svezia, l’Estonia e il Lussemburgo che si aggirano intorno al 70-80%.

L’Italia è invece quintultima, con un dato medio del 31%: solo Cipro, Grecia, Romania e Bulgaria hanno fatto peggio di noi. Eppure le tecnologie digitali offrono molteplici opportunità sia per il cliente che per la banca: quest’ultima, ad esempio, potrà migliorare la relazione con i clienti e rendere più efficienti i servizi, in modo tale da tenere testa aalla concorrenza.

Per i consumatori il primo vantaggio dell’home banking è la convenienza dovuta al fatto che, spesso, i conti correnti online riducono le spese annue. Le ragioni? Le banche sostengono meno costi, quali ad esempio quelli relativi alla manutenzione delle filiali, e pertanto risparmiano a loro volta. Oggi risulta peraltro molto agevole trovare il conto più conveniente: basta scegliere il conto corrente online migliore sul comparatore Facile.it, o su piattaforme di confronto simili. Ugualmente, l’apertura del conto, così come tutte le procedure burocratiche, potrà essere svolta online, senza la necessità di doversi recare in filiale. Gli altri punti di forza? La facilità di accesso e di gestione del conto, che non va sottovalutata. Con questa tipologia di profilo bancario, infatti, è possibile accedere sia da casa sia da smartphone, in qualsiasi momento della giornata.

Eppure due italiani su tre ancora ricorrono al canale tradizionale. Perché? Spesso il maggior deterrente per l’apertura di un conto online è il rischio di violazione e di furto telematici. Tuttavia va ricordato che negli ultimi anni la soglia di sicurezza delle banche sul cybercrime si è fatta sempre più alto e, sebbene ancora molto ci sia da fare, i rischi sono inferiori che in passato. Quasi tutte le banche stanno investendo molte risorse per potenziare i sistemi di sicurezza degli account. In termini numerici, nell’ultimo anno il 36% degli istituti ha aumentato del +5% le somme stanziate: il tutto a vantaggio degli utenti, che oggi possono sentirsi meno esposti che in passato.

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