Stretta regolamentare in vista per il fintech italiano?

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C’è in vista una stretta regolamentare per la finanza digitale? Sembrerebbe di sì, a leggere tra le righe dell’intervento che questa mattina il direttore generale di Bankitalia e presidente Ivass, Salvatore Rossi (in foto), ha fatto quest’oggi a un convegno organizzato dall’Abi. «La necessità di sottoporre i nuovi fenomeni della finanza a qualche forma di regolamentazione rimane un’esigenza imprescindibile», ha spiegato Rossi, ribadendo che «la sfida è quella di creare un ecosistema istituzionale e regolamentare attento ma accogliente. Sarà essenziale che si stabilisca in questo campo un dialogo continuo fra vigilanti e vigilati, attuali e potenziali e lo snodo cruciale è l’autorizzazione (licensing) che le autorità di supervisione rilasciano alle imprese che vogliono operare nel settore finanziario».

Per il direttore generale di Bankitalia sarà essenziale trovare un punto di equilibrio tra libertà d’impresa e regole: occorre infatti, ha spiegato, «cercare di non ostacolare eccessivamente il progresso perché troppa rigidità potrebbe portare le aziende a dedicare una quantità eccessiva di tempo, persone e mezzi alla compliance con le norme. Ma è altrettanto ovvio, ha aggiunto, che la risposta non può essere il puro e semplice laissez-faire, soprattutto per evitare squilibri concorrenziali a sfavore dei soggetti tradizionali».

«La necessità di sottoporre i nuovi fenomeni a qualche forma di regolamentazione rimane un’esigenza imprescindibile, anche se in modi che difficilmente somiglieranno a quelli a cui siamo stati abituati finora. La futura evoluzione tecnologica», ha detto ancora Rossi, «in particolare quella dell’intelligenza artificiale, renderà il concetto di vigilanza sfuggente, bisognerà rifletterci».

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