Se un exchange di criptovalute fa più utili di Deutsche

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D’accordo, è una provacazione e sappiamo che i fan delle nuove tecnologie adorano le provocazioni, specie quelle che prendono di mira la finanza tradizionale. Però quando una provocazione diventa così insistente da rimbalzare da un blog all’altro per giorni merita forse una riflessione. Ecco qui: nel primo trimestre di quest’anno Binance, il maggiore exchange di criptovalute al mondo, ha fatto più profitti di Deutsche Bank.

Se il primo ha chiuso il periodo con utili per 200 milioni di dollari, la banca tedesca si è dovuta accontentare di 146 milioni. La provocazione va avanti confrontando gli oltre 100  mila dipendenti di Deutsche con gli appena 200 di Binance, oppure i 148 anni di storia del gruppo tedesco (fondato per intenderci nell’anno della guerra franco-prussiana e della presa di Porta Pia) con i vagiti da start up di Binance.

Il parallelismo potrebbe andare avanti ma il senso è ormai chiaro: le vecchie signore della finanza come Deutsche hanno il fiato sempre più grosso a tenere il passo delle giovani e agili fintech iper tecnologiche. Anche perché, ricorda ad esempio lo startupper inglese Henry Joseph-Grant nel suo blog, le vecchie signore danno ancora la sgradevole impressione di guardare dall’alto in basso le nuove tecnologie.

«Ho avuto una conversazione con un pezzo grosso della Deutsche e lui mi ha confidato di aver incontrato 1000 stratup lo scorso anno ma di aver potuto fare qualcosa solo con quattro di loro. La ragione? Deutsche riteneva le altre 996 delle realtà poco sofisticate che non avrebbero superato la risk analysis», racconta il blogger. Beh, il risentimento di una parte del mondo fintech non stupisce più di tanto. A stupire semmai è la lentezza con cui la finanza tradizionale si avvicina al cambiamento. Un cambiamento che nessuno può ormai permettersi di ignorare.

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