Svolta in Morgan Stanley. Pieni poteri al chief technology

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Per le grandi banche di Wall Street, la tecnologia è la priorità, a partire dalla gestione dei big data. Lo dimostra il fatto che il ceo di Morgan Stanley James Gorman ha chiesto al responsabile della tecnologia e numero uno dell’Emea, Rob Rooney, di tornare a New York per elaborare una strategia specifica sulle nuove tecnologie, a partire dalla gestione dei dati. In una nota ai dipendenti di martedì scorso Gorman ha scritto che questa mossa è un «chiaro segnale di un cambio di passo nell’approccio alla tecnologia e una risposta alla crescente importanza che il digitale assumerà nello sviluppo del business e nella protezione dei nostri clienti».

Rooney ha cominciato a lavorare con Morgan Stanley nel 1990 per poi trasferirsi a Londra nel 1993 dove è rimasto finora. Il suo nuovo incarico evidenzia le forti ambizioni della banca che già oggi ha in corso importanti iniziative di intelligenza artificiale, cloud computing, big data e analytics. «Dobbiamo gestire una quantità immane di dati per il risk management, l’antiriciclaggio, la compliance e altri scopi», ha spiegato Rooney in una recente intervista. «Gli utilizzi possono essere davvero molti, ma lo scopo della tecnologia è rendere sicura ed efficiente questo lavoro nell’interesse dell’azienda e dei clienti».

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