Solo negli Usa l’AI potrebbe creare 2,5 milioni di esuberi

Retail-Banking-590x393

La tecnologia resta un rebus nel mondo della finanza e le previsioni sui suoi effetti possono divergere al punto da diventare contraddittorie. L’aspetto più arduo da decifrare è quello occupazionale. Secondo un recente report di Autonomous Research, la società inglese di ricerche sul mondo della finanza, entro il 2030 l’intelligenza artificiale potrebbe cancellare due milioni e mezzo di posti di lavoro nei servizi finanziari soltanto negli Usa.

Le nuove tecnologie permetteranno infatti di sostituire il fattore umano, comportando così risparmi per oltre 1.000 miliardi di dollari per banche e altri intermediari. L’impatto maggiore si avrà sulle lavorazioni a minor valore aggiunto come i cassieri, una categoria che negli Usa potrebbe assottigliarsi di quasi mezzo milione di unità, ma i tagli non risparmieranno l’investment banking o il wealth management senza considerare le operazioni di back office.

Curiosamente però l’apocalittico scenario tracciato da Autonomous Research è in contrasto con quello che, pochi giorni fa, veniva delineato da report di Accenture sul medesimo argomento. Secondo la società di consulenza americana le banche che investiranno in maniera sostenuta nell’intelligenza artificiale e nella collaborazione tra uomo e macchina potranno aumentare i propri ricavi del 34% entro il 2022. Il dato è emerso da un’indagine svolta a livello globale su un campione di cento amministratori delegati e top manager bancari che lavorano già oggi con le nuove tecnologie digitali. Il 77% delle banche del resto ha messo in programma un ricorso agli strumenti di intelligenza artificiale nell’arco del prossimo triennio. Il 67% di questa platea è convinto che la strategia determinerà perfino un aumento dell’occupazione all’interno degli istituti di credito, opinione condivisa dagli stessi dipendenti. La media stimata per tale incremento è il 14%.

Insomma, qual è la previsione più attendibile? Al momento è difficile dare una risposta, a strada da fare è ancora molta. Secondo i top manager consultati da Accenture, in media solo un dipendente su quattro è attualmente in grado di usare l’intelligenza artificiale. E se molte banche sono consapevoli del gap di competenze nel proprio personale, solo il 3% della platea complessiva ha in programma massicci investimenti in formazione per risolvere il problema nei prossimi anni. A livello globale insomma l’approccio all’innovazione non sarà un percorso facile, anche se i vantaggi potrebbero compensare gli sforzi profusi.

Rispondi