Ubi Banca, tutti i progetti dell’uomo dell’innovazione

baido

Una ex banca popolare ben radicata nei mestieri tradizionali. Ubi non sembrerebbe il prototipo della banca 4.0 eppure negli ultimi anni l’attenzione dedicata alle tematiche della trasformazione tecnologica è stata forte. A gestire questi temi ai vertici dell’istituto lombardo c’è Matteo Baido (in foto), responsabile IT innovation del gruppo, un professionista che ha seguito passo dopo passo la storia industriale di Ubi.

L’ingresso di Baido in banca infatti coincide con la fusione che nel 2007 ha dato vita al gruppo attuale, l’ultima grande operazione straordinaria prima della crisi. Proveniente da una realtà molto lontana dal banking come la Candy, prima di approdare a Ubi Baido aveva seguito progetti di consulenza sempre in ambito financial services. Poi per l’appunto l’arrivo in Ubi dove ha assunto diversi incarichi nel mondo dell’innovazione e della trasformazione digitale.

Questo percorso ha consentito a Baido di seguire progetti relativi allo sviluppo prodotti di core banking, digital transformation, fusione post acquisizione, efficienza ed innovazione nella rete distributiva e branch transformation. Dal 2014 Ubi ha infatti investito 90 milioni sul digitale e aperto una digital factory e oggi non può certamente permettersi di abbassare la guardia. Altri 20 milioni di investimento sono previsti per il 2018, con l’obiettivo di portare la tecnologia all’interno delle filiali.

Il risultato più concreto di questo impegno è rappresentato dal centro di innovazione che la banca lombarda ha realizzato nel 2014, un laboratorio dove oggi lavorano oltre 150 persone rivolte alla sperimentazione delle nuove tecnologie applicate al mondo della finanza. Il lavoro sul fronte digitale insomma non manca anche nella tranquilla Ubi Banca.

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