Ue, 20 miliardi per l’intelligenza artificiale entro il 2020

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Anche Bruxelles inizia a muoversi con decisione per incoraggiare il ricorso alle nuove tecnologie, a partire dall’intelligenza artificiale. La Commissione europea ha prodotto una proposta di ampio respiro per tenere il passo del cambiamento già in atto e quello dei concorrenti diretti. «L’intelligenza artificiale non è fantascienza, è già parte della nostra vita quotidiana», premette Andrus Ansip, commissario per il Mercato unico digitale. Presenta in sala stampa le proposte dell’esecutivo comunitario, deciso a fare sul serio attivando investimenti per il settore. «Dobbiamo investire almeno 20 miliardi di euro entro la fine del 2020».

L’obiettivo è aumentare gli investimenti nell’intelligenza artificiale a 1,5 miliardi di euro attraverso il programma quadro per la ricerca (Horizon 2020) da qui al 2020. La leva finanziaria potrà produrre addizionali 2,5 miliardi di risorse sul mercato. A questo si aggiunge il contributo del fondo Feis per gli investimenti strategici, lo strumento finanziario del piano Juncker per gli investimenti. Questo metterà in circolo 500 milioni di euro per finanziare progetti nel settore. più in generale l’obiettivo è di raggiungere la soglia di 20 miliardi di euro. Ma l’evoluzione tecnologiche è uno scenario con luci e ombre, una consapevolezza che c’è anche a Bruxelles.

Anche la commissaria per l’Economia digitale, Mariya Gabriel, riconosce che «quel che è certo è che la maggior parte dei posti di lavoro subiranno una trasformazione». Ciò detto, tutto quello che riguarda mercato del lavoro compete però agli Stati membri. La Commissione Ue incoraggia quindi i governi a «modernizzare i loro sistemi di istruzione e formazione», e varare politiche di sostegno alla transizione. Un costo, e e di conseguenza un problema per chi, come l’Italia, ha vincoli di bilancio.

Un ragionamento politico su un’eventuale flessibilità nel calcolo della spesa per questo settore per il momento è fuori discussione. Vuol dire attenersi ai parametri e ai vincoli del patto di stabilità e crescita, spiega la commissaria Gabriel. «Il dibattito sull’intelligenza artificiale è alle battute iniziali, è un tema che inizia a prendere forma adesso». Tradotto: niente sconti. «Siamo consapevoli che gli Stati possono avere delle difficoltà, ma ci sono modi per offrire formazione. La garanzia giovani è una di queste. E poi ci sono progetti pilota».

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