Voice banking, ecco chi si sta posizionando

Anno dopo anno si moltiplicano i nuovi canali che la tecnologia mette a disposizione dei servizi finanziari. Tra quelli più promettenti (e finora meno esplorati) ci sono i dispositivi di assistenza vocale che stanno proliferando in numerosi settori. Basti pensare che Google Home, il primo device di questo tipo a sbarcare in Italia, ha cambiato la vita e il modo di intendere la casa di milioni di persone. Più di recente è arrivato anche Amazon Echo, introdotto nel nostro Paese a fine 2018 ma già abbastanza diffuso per varietà di modelli e applicazioni.

Secondo una recente indagine di Edison Research il 21% degli americani già possiede un altoparlante intelligente (o smart speaker), mentre la diffusione complessiva di device vocali è cresciuta del 78% rispetto all’anno scorso. Un trend che dovrebbe essere confermato anche nei prossimi anni portando entro il 2023 a circa 8 miliardi il numero di assistenti vocali diffusi a livello globale, con un tasso di crescita annua del 25%.

Ovviamente i servizi finanziari non possono ignorare questo fenomeno dove i BigTech si stanno posizionando con un’offerta sempre più aggressiva. Anche se per il momento il canale svolge ancora una funzione marginali nella strategia degli istituti, è plausibile che nei prossimi anni il fenomeno si diffonda.

Una delle prime realtà europee a muoversi è stata l’olandese Ing che già nel 2014 ha lanciato Inge, un’assistente vocale che consente sia di effettuare pagamenti attraverso una contact list che di ottenere informazioni sulla filiale bancaria più vicina. In alcuni casi la banche si rivolgono direttamente ai giganti tecnologici per mettere in campo soluzioni già rodate. Ad esempio l’americana Jp Morgan ha bussato ad Amazon per sviluppare una nuova versione di Alexa capace di servire la clientela istituzionale dell’investment banking. Anche la tedesca N26 ha messo a dsiposizione della clientela la possibilità di inviare denaro con comandi vocali attraverso le impostazioni di Siri.

E in Italia? Risale ormai a un anno fa il lancio di una delle prime soluzioni di voice banking da parte di Banca Sella. Grazie al nuovo dispositivo i clienti dell’istituto piemontese possono accedere al proprio conto corrente in piena sicurezza, senza passare dall’internet banking, ma semplicemente colloquiando con Google Home. Probabilmente altri progetti seguiranno nei prossimi mesi, anche se in questo specifico canale la strada da fare è indubbiamente molta.

Rispondi