Wells Fargo scommette sulle filiali bonsai

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Le banche tradizionali le stanno davvero provando tutte per trovare il modello distributivo ideale in questa fase di trasformazione tecnologica. Molte novità arrivano dagli Stati Uniti, un mercato solitamente molto creativo in fatto di marketing e innovazione finanziaria.

Wells Fargo ad esempio, forse per rilanciare la sua immagine dopo la maxi truffa ai danni dei clienti, sta lanciando un nuovo concept di filiale che chiama «la banca di quartiere», con una metratura che è circa un terzo di quella delle filiali attuali. L’idea di fondo è che un formato più contenuto permetterà di raggiungere aree marginali che male si sposano con gli sportelli convenzionali.

Queste nuove filiali hanno una superficie di circa 90 metri quadrati, mentre una tipica filiale di Wells Fargo misura fra 300 e 400 metri quadrati. All’interno non ci saranno moduli di carta, ma tutta l’operatività sarà affidata a Atm di ultima generazione. «Con questo nuove concept», ha spiegato Jonathan Velline, responsabile Atm Banking and Store Strategy del gruppo, «potremo offrire servizi personalizzati e soluzioni ad alta tecnologia. Si tratta di un modello complementare con il resto della nostra rete tradizionale che ci aiuterà a raggiungere un numero maggiore di clienti».

Le statistiche del resto sembrerebbero dare ragione alla strategia della banca. Secondo una ricerca condotta internamente infatti, se è vero che l’80% delle transazioni non richiede più l’assistenza di un addetto, il 70% dei clienti si reca ancora in filiale almeno una volta ogni sei mesi.

 

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